Disastro di
Chernobyl
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Chernobyl
dopo l'incidente
I problemi alla centrale di Chernobyl non finirono con il
disastro avvenuto nel reattore n° 4. Il governo ucraino
continuò a mantenere operativi i tre reattori rimanenti
a causa della scarsità di energia elettrica nel paese.
Nel 1991 divampò un incendio nel reattore n°
2, in seguito le autorità lo dichiararono danneggiato
irreparabilmente e fu dismesso. Il reattore n° 1 fu
decommissionato nel novembre 1996 nell'ambito di accordi
stipulati tra il governo ucraino e le organizzazioni internazionali
come l'AIEA. Il 15 Dicembre del 2000, con una cerimonia
ufficiale, il presidente ucraino Leonid Kucma premette personalmente
l'interruttore per lo spegnimento del reattore n° 3,
cessando definitivamente ogni attività nell'intero
impianto.

La stanza di controllo del reattore 4, così com'è
oggi
Necessità
di future riparazioni
Il sarcofago non è
un contenitore permanente e duraturo per il reattore distrutto
a causa della sua affrettata costruzione, spesso eseguita
a distanza con l'impiego di robot industriali; Inoltre il
progetto originario aveva considerato una durata massima
del sarcofago di 30 anni, in quanto esso era stato previsto
solo come misura di emergenza temporanea per dare il tempo
di realizzare una struttura permanente, e ci stiamo avvicinando
pericolosamente a quel limite.
L'edificio sta invecchiando
male e c'è il rischio concreto che un piccolo terremoto
o il peso di una forte nevicata possa distruggerlo. Se il
sarcofago collassasse potrebbe esserci il rilascio di un'altra
nube di polvere radioattiva.
L'invecchiamento precoce
del sarcofago è da imputare al forte livello di radioattività
che indebolisce i materiali usati per la sua costruzione.
«La struttura in cemento armato, il cosiddetto sarcofago,
costruito a tappe forzate nel 1986 per sigillare quel che
resta del combustibile nucleare fuso a oltre mille gradi,
è sottoposta a un incessante processo di deformazione
e indebolimento», informa l'ingegnere Julia Marusic.
Sono stati discussi
molti piani per la costruzione di un contenitore più
duraturo ma, finora, si sono rivelati tutti troppo costosi
e pericolosi da mettere in atto.
Il costo previsto
per la nuova copertura si aggira attorno al miliardo di
euro e forse anche di più, la difficoltà nel
reperire i fondi è evidente e fino ad oggi sembra
siano stati promessi soltanto i due terzi della somma necessaria.
I costi dovuti a questo
genere di incidenti vengono assorbiti dalla collettività,
in particolare il governo ucraino aspetta che arrivino fondi
dall'Europa. L'esperienza di Chernobyl e altre come quella
di Three Mile Island insegnano che l'uso di reattori nucleari
di vecchia concezione (come la maggior parte di quelli ancora
in servizio in Russia) può essere molto costoso in
caso di incidenti.
